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Injury List

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Sara D Davis / AP Photo

La sensazione è tornata ieri, da quel campo di calcio di Villa Sora, una maglia gialla numero 10, uno scatto su una rimessa laterale. Avevo 11 anni. Una martellata dietro la coscia destra. E poi una settimana a letto, senza riuscire a camminare. Strappo muscolare, mi disse il medico.

Riflettiamo allora sul significato catartico dell’infortunio, più o meno grave. E’ un ostacolo che ci viene frapposto tra la nostra volontà di fare qualcosa e l’effettiva realizzazione. E’ una prova, nel più classico stile dei vecchi cartoni animati sportivi giapponesi. Ora abbiamo la possibilità di starcene in pace, di dire “ma chi me l’ha fatto fare, col cavolo che ci torno”, oppure possiamo arrabbiarci, adirarci, piangere, perché tra noi e quel maledetto ferro ci si è messo il destino. Beffardo.

Lottare. L’unica risposta è lottare per recuperare, per poter tornare a volare, a sognare, ad esprimersi. Un infortunio è innanzitutto una prova per la mente. Qualcosa ci viene tolto, affinché noi possiamo colmare, con la nostra volontà e la nostra forza, quello che ci viene a mancare. Non lasciamoci prendere da discorsi quali “eh, ora proprio non ci voleva…”, “proprio ora che stavo riprendendo la forma”, “proprio ora che cominciavo a credere davvero di poterlo fare”. Giusto. Proprio ora. Perché ora è il momento di capire, e il momento non poteva essere dei migliori.

I believe I can fly

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I believe I can fly

La sensazione di riprendere in mano una palla da basket. Nell’anno del destino, con una missione da compiere al di là dell’oceano, ma con una da incominciare qui, tra di noi, per fare in modo che si possa davvero riprendere a volare.

16 anni, la vita di un adolescente, è trascorsa. Un sedicenne potrebbe avere le stesse sensazioni che io ho smesso di avere quando lui ancora non era nato. Riprendiamoci il nostro tempo, la nostra salute e la nostra gioia di stare in campo e confrontarci. Io ci credo, posso davvero volare di nuovo.

Red Cross

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Croce Rossa

Perché tutto questo daffare per avere in fretta la Croce Rossa a Frascati? Cosa c’è di sbagliato nell’aspettare che siano disponibili i nuovi locali del Centro Direzionale di Cocciano e dotare anche quel quartiere di un polo socio-sanitario di eccellenza?

Comunicato Stampa Presidi Socio-Sanitari

La spia sono state le dimissioni del Sindaco, poi rientrate. Era previsto un Consiglio Comunale prima dei 20 giorni previsti per la ratifica, e il Cons. Cristofanelli, che da anni fa della Croce Rossa a Frascati una battaglia politica, ha pensato di anticipare tutti, scavalcando il lavoro della Commissione Affari Sociali, per ripresentare la sua mozione, stavolta in termini perentori, prevedento tempi, spazi e denari. L’obiettivo era di certo quello di andare in Consiglio prima dello scioglimento dello stesso, causato dalle dimissioni del Sindaco. Ed è proprio questo a far sentire puzza di bruciato, ovvero una fretta tutta di immagine, tutta politica, tutta strumentale di avere la primigenitura di qualcosa che invece dovrebbe essere patrimonio di tutti. Ben fatto.

Ma la mozione, arrivata poi in Consiglio, è stata bocciata, ed è stato invece accolto un Ordine del Giorno da me presentato. Con somma gioia per me, che in qualità di Presidente della Commissione Affari Sociali ritengo di aver svolto il mio compito; del Sindaco, che finalmente è stato incaricato dal Consiglio di trovare dei locali; del Cons. Cristofanelli, che nonostante abbia abbandonato l’aula, può vedere ratificato dal Consiglio il passaggio successivo al lavoro della Commissione.

Con buona pace di tutti, ma soprattutto della Croce Rossa e delle altre Associazioni socio-sanitarie (AVIS, sclerosi multipla, protezione civile…)

Il lungo

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Correre a Villa Torlonia

Ferragosto.

A ferragosto è tradizione andare a correre a Villa Torlonia, e andare oltre il limite che si è soliti raggiungere quando ci si allena o semplicemente si sgambetta. Ricordo il ferragosto del 2003, quando c’erano 37 gradi e un’umidità da morire. Quel giorno, dopo quattro chilometri, mi si addormentò il piede sinistro e al quinto mi dovetti fermare. Nel 2005 ho corso per un’ora, a buon ritmo. Mi ero discretamente preparato. Nel 2006 ho subito una contrattura al terzo km, che mi ha tenuto fermo per un mese.

E quest’anno? Credo di essere andato a correre al massimo due volte, nel 2007. Non è possibile. Che si fa oggi? Si apre col lungo? E quant’è il lungo rispetto al nulla? Immagino che 5km bastino, poi vediamo che succede. Vado a mettere le scarpette.

Sull’autore

Major

Linguista, mezzo latinista, antigrecista e web designer, a Frascati (Roma)

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