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Seneca – Lettere a Lucilio (XVI, 3-5)

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Questo è il brano latino proposto ai ragazzi per la maturità 2017. Si tratta di una dissertazione sulla filosofia scritta dall’autore in una delle sue lettere a Lucilio.

Non est philosophia populare artificium nec ostentationi paratum; non in verbis sed in rebus est. Nec in hoc adhibetur, ut cum aliqui oblectatione consumatur dies, ut dematur otio nausia: animum format et fabricat, vitam disponit, actiones regit, agenda et omittenda demonstrat, sedet ad gubernaculum et per ancipitia fluctuantium derigit cursum. Sine hic nemo intrepide potest vivere, nemo secure; innumerabilia accidunt singulis horis quae consilium exigant, quod ab hic petendum est. Dicet aliquis, “Quid mihi prodest philosophia, si fatum est? Quid prodest, si deus rector est? Quid prodest, si casus imperat? Nam et mutari certa non possunt et nihil praeparari potest adversus incerta, sed aut consilium meum occupavit deus decrevitque quid facerem, aut consilio meo nihil fortuna permittit.” Quidquid est ex his, Lucili, vel si omnia haec sunt, philosophandum est; sive nos inexorabili lege fata constringunt, sive arbiter deus universi cuncta disposuit, sive casus res humanas sine ordine impellit et iactat, philosophia nos tueri debet. Haec adhortabitur ut deo libenter pareamus, ut fortunae contumaciter; haec docebit ut deum sequaris, feras casum.

Tu dici, la mettiamo online con la traduzione?
Ma no, dai, solo il testo latino, giusto per vedere quanti accessi facciamo oggi. Anche perché la traduzione, davvero, è piuttosto semplice per chi ha studiato un minimo le lettere.

Movember 2015

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Ci è voluto qualche anno, per me oramai è il quarto, ma alla fine anche qua in Italia, grazie probabilmente a chi nello sport si è messo in gioco a partire dal rugby, novembre è diventato il mese dei baffi e dell’attività fisica. Perché il senso di benessere fisico non passa soltanto dal non essere ammalati, e la prevenzione ai tumori maschili non si fa soltanto attraverso i controlli. Muoversi tanto, mangiare in modo ordinato, organizzare iniziative di sensibilizzazione e perché no, raccolte fondi. La mia dottoressa ha detto che devo aspettare i 45 anni per fare gli esami. Ma io mi sa che al prossimo giro il test PSA lo faccio. Non si sa mai.

Il sito di MOVEmber: https://ex.movember.com/it/?home

Stella dell’Orsa Maggiore, stella su di noi

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Capita che mentre giri su Facebook, tra una boutade, una provocazione e due caramelle sfasciate, ti imbatti in una cosa serissima: l’oroscopo.

Nel 1988 il 40% degli Italiani era assolutamente convinto che l’oroscopo avesse ragione. Siamo un po’ migliorati, e nel 2007 la percentuale è circa del 12%, come rilevato dall’Osservatorio del Nord Ovest in questo report. Rimane il fatto che ancora oggi spopolano applicazioni per smartphone installate con notifiche su telefoni di insospettabili persone di una certa cultura, così come quei servizi di SMS a pagamento ancora fanno una fortuna con gli abbonamenti a tanti euro a SMS. Certo, ti diranno vabbe’, ma è solo una curiosità, ci sono affezionato, mi rassicura leggerlo ma non ci credo, alla fine.

Mi viene in mente una storia di Carl Barks, Zio Paperone e gli smeraldi giganti, in cui il magnate disneyano si lascia istupidire dalle predizioni stampate sul Papersera e condiziona in modo spiacevole i suoi affari. Perché è facile dire non ci credo e poi però lasciarsi condizionare almeno un pochino nel modo di affrontare la giornata, salvo poi arrivare a sera e scordarsene se non si è trovato riscontro e invece dire beh, alla fine vedi che aveva ragione… se invece qualcosa è andato nel verso previsto.

Partiamo dal principio che esistono dodici categorie di esseri umani, uno per segno zodiacale. Anzi, centoquarantaquattro, perché ci sono gli ascendenti. Ma l’oroscopo non tiene conto degli ascendenti, quindi torniamo a dodici. Dodici “potenze superiori” che dividono il destino dell’umanità in dodici direzioni. Potenze superiori? Beh sì, non saprei come definirle, io, ma se le definisce così tale Rob Brezsny, che tiene un oroscopo su internazionale.it, io mi fido perché lui (o lei, non saprei, ma parrebbe più un lui) ne sa più di me.

Io sono nato il 24 settembre, quindi bilancia. Leggiamo:

Bilancia
23 settembre-22 ottobre

È un buon momento per chiedere a una stella di soddisfare un tuo desiderio. In altre parole, se sceglierai questa fase del tuo ciclo astrale per invocare l’aiuto di una potenza superiore, aumenterai le probabilità che il desiderio si avveri. Ma è tuo dovere assicurarti di rivolgerti alla stella giusta. Scegli una potenza superiore che possa veramente esaudire il tuo desiderio, non deve essere necessariamente una che ha funzionato con gli altri. È importante anche che tu sia precisa nel formulare il desiderio. È vietato avere le idee confuse e usare un linguaggio approssimativo.

Allora, io ho un desiderio da realizzare. E devo chiedere a una stella. La stella, nella frase successiva, viene definita come potenza superiore. Superiore a me, deduco, o a tutti noi umani. Quindi ci governa ed è assolutamente consapevole di questo. Inoltre mi dice che è il momento giusto per farlo, perché il ciclo astrale attuale mi è favorevole. Non so cosa sia il ciclo astrale ma va bene. Lo dice lui.

Però, c’è un però. Mi devo rivolgere alla stella giusta, una che possa davvero esaudire il mio desiderio, e non mi devo lasciar condizionare se questa stella con altre persone non è riuscita a fare il suo. C’è il ciclo astrale che mi favorisce.

Però, c’è anche un altro però. Io devo essere precisa (sic), PRECISA, nel formulare il desiderio. Quindi sono una donna. Lui lo sa, la mia stella lo sa. Io no, ma non so nemmeno quale sia la stella a cui rivolgermi. Un indizio? Mi viene in mente Antares, così, senza un motivo. Sarà la stella giusta? E ora che non ho più le idee confuse e uso un linguaggio preciso, come dice lui, come glielo comunico? Una email? Un raggio laser puntato per fare il morse? Vado a Monte Porzio Catone e vedo se mi aiutano all’osservatorio astronomico?

Mi viene un tremendo sospetto: mi devo rivolgere alla stella, in quanto potenza superiore, come un fedele si rivolge al suo Dio. Mi chiudo dunque in meditazione e tento di trasmettere il mio desiderio, formulato in modo chiaro, ad Antares?

Aiuto, mi sfiora un pensiero. Diciamo che sono cattolico, come 51 milioni di italiani. Lo so, “anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone“, per dirla con Nanni Moretti, ma il dato è serio, a prescindere dal mio ateismo. Se il 12% degli Italiani crede nell’oroscopo, non saranno tutti quelli non cattolici, no? Allora, di nuovo, diciamo che sono cattolico. E mi si invita a pregare una stella? Mi si porta ad eresie pagane? Quindi sono un pagano, se lo faccio, anzi una pagana. Perché non scordiamoci che lui ha detto che sono donna.

Tutto questo così, tanto per evidenziare le profonde contraddizioni del nostro Popolo, che oggi va al Family Day perché ha letto l’oroscopo che gli dice di esaudire un desiderio alla stella giusta, un bel desiderio omofobo, magari, che si realizzerà, ma perché la Famiglia cristiana sia l’unico modello esistente su questo pianeta. Quindi il fine giustifica i mezzi ed è risolta la contraddizione di cui parlavo prima.

Intanto ci ho ripensato. Antares? Naaaa, devo scegliere quella giusta, allora che sia Mizar, ovvero Zeta Ursae Majoris, e che la forza di Hokuto sia con me.

Sull’autore

Major

Linguista, mezzo latinista, antigrecista e web designer, a Frascati (Roma)

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