CategoryRes Publica

Riflessioni sulla politica nazionale e locale

Schegge di Myanmar

S

Perugia - Assisi 2007

La situazione in Birmania degenera. Il mio contributo al processo di Pace è difficile, ma mai inutile. Per questo ho presentato oggi, al Consiglio Comunale di Frascati, un Ordine del Giorno, poi approvato all’unanimità, per evidenziare le condizioni angosciose del popolo Birmano, ma soprattutto, nella giornata in cui ciascuno di noi ha indossato una maglia rossa, per portare all’attenzione di tutta la Città che Frascati è fatta di uomini di Pace, che Frascati non si tira indietro, che anche da noi deve partire un impulso al nostro Governo affinché lavori con Cina ed India per isolare il regime di Myanmar.

Proseguiremo questo percorso tutti insieme, da Perugia ad Assisi, vestiti di rosso, per dare linfa a quel fiume che farà parlare di sé, che uscirà dagli argini per dire basta, per urlare affinché sia ridata la piena libertà al Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, che ha passato undici degli ultimi diciassette anni reclusa dal regime. Saremo tanti, saremo rossi, saremo belli e potenti. L’indifferenza non dà pace. Ricordiamocene.

Pride is now

P

Roma Pride 2007

Voglio fare un proclama ufficiale. Perché, mi si chiederà? Perché sono un politico, e quindi è giusto assumere un tono consono alla posizione.

Damiano Morelli, Consigliere Comunale a Frascati per il Partito della Rifondazione Comunista, aderisce alla piattaforma politica del Roma Pride 2007, per dare sostegno a quei valori di dignità, laicità, parità di diritto che devono essere imprescindibilmente alla base di ogni democrazia e di ogni stato civile.

Ecco, la dichiarazione è fatta.

Era necessario? Sì, lo era. In primo luogo perché di queste cose si deve parlare. Non parlarne equivale a fingere che non esistano, e troppo spesso qualcuno, al governo, non parla o parla talmente sottovoce per essere sicuro che non venga sentito. E così dilaga l’omofobia, non perché la paura di qualcosa di non consueto sia effettivamente tale, ma perché tutto volge a fare in modo che il popolo non abbia modo di confrontarsi con qualcosa di non consueto, rendendo di fatto impossibile il diventare consueto, conosciuto, e quindi non temibile.

Uno stato deve essere laico, deve essere tollerante, deve riconoscere gli stessi diritti a tutti i suoi cittadini. Uno stato che non lo fa è ostaggio di qualcun altro. Così come chi non vuole pensare. Il suo cervello è ostaggio di altri. Liberiamoci, dunque, e facciamolo consapevolmente. E se non sapete da dove cominciare, vi offro io un punto di partenza.

Il blog di Tiberius.

Sull’autore

Major

Linguista, mezzo latinista, antigrecista e web designer, a Frascati (Roma)

Follow Me